La torre di Bovegno

indirizzo: Contrizio , Bovegno (BS)

Nel centro del paese, Fraz. Castello, si erge la torre per tradizione chiamata “romana” sebbene risalga all’epoca medievale, ai sec XII° o XIII°.
Il primo insediamento murato si sviluppò probabilmente nella frazione Piano; in seguito l'accresciuta importanza del borgo e le esigenze difensive determinarono la costruzione di una nuova cinta muraria in una zona più alta, a tutt'oggi chiamata Castello (frazione principale di Bovegno), dove trovarono posto gli edifici più rappresentativi (sede del Comune, chiesa, case del feudatario, le torri). Negli statuti (XIII-XV sec.) viene più volte citato come castrum. Fu di proprietà dei Gonfalonieri, famiglia legata al Vescovo di Brescia, e il Comune ne fu affittuario fino al 1276.
Nel 1376 la comunità acquistò dalla famiglia Pinzoni la torre della piazza, già dimora dei Gonfalonieri. Attualmente si è conservata la torre a base quadrata, con muratura in conci abbastanza regolari di pietra scura, ridotta in altezza a seguito della caduta della parte superiore avvenuta il 10 luglio 1642. Non pienamente rispondenti alle esigenze difensive appaiono le finestre sulla piazza, probabilmente aperte in epoca successiva. Una seconda ipotesi riguardante l'antico castello di Bovegno, lo vorrebbe situato sul colle di S. Martino, dove esistono i ruderi di una torre in grossi conci di pietra e con una piccola porta archiacuta. Si potrebbe tuttavia trattare del campanile della vicina e antica chiesa di S. Martino (anch'essa ridotta a rudere) LINK. Il borgo con la torre inizialmente erano della famiglia Gonfalonieri, legata al vescovo di Brescia, venne poi affittata dal comune fino al 1276. Alla fine la comunità la acquistò nel 1376 dalla famiglia Pinzoni. Oggi è sede della Fondazione Angelo Canossi - Centro Culturale Aldo Cibaldi ed ospita mostre temporanee e iniziative culturali. Istituita nel 1996 con finalità di ricerca, documentazione e studio delle tradizioni e del patrimonio culturale bresciani, la Fondazione ha assorbito e dato continuità alla Istituzione A. Canossi nata per volontà dell'allora parroco di Bovegno, mons. Francesco Bertli, e del professor Aldo Cibaldi, discepolo del Canossi, dopo la morte del poeta bresciano, avvenuta il 9 ottobre 1943.